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Stretta di Luina  
 
 
 
 
 
 
Info Al
 
335 5818771
 
   
 
 
 
 
   
   
 
   
   
   
 
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Sulla strada che conduce ad Alone, prima della seconda galleria, proprio di fronte alla guglia sulla quale gli alpini hanno posto una Madonnina, è possibile inoltrarsi in una valle singolarissima, suggestiva, selvaggia e di notevole valenza ambientale. Si tratta della “Stretta di Luina” e, più che di una valle, si può parlare di una gola lunga circa 300 metri, larga 1-2 metri e profonda in alcuni punti anche 35-40 metri, scavata dall’acqua che per milioni di anni è defluita dalla Valle di Alone in quella di Casto. Dotandosi di un paio di stivaloni da pesca e di guanti da lavoro, è possibile risalire il percorso dal basso verso Alone, passando attraverso un primo tratto praticamente a secco dove si notano profonde erosioni effettuate dall’acqua, e proprio una di queste erosioni perforando la montagna più a monte ha deviato il corso dell’alveo continuando comunque la sua opera di erosione tanto da portare l’attuale livello almeno dieci metri più giù rispetto al tratto in secca.

Entrando nella “stretta” dopo aver superato un ponticello di quattro metri opportunamente realizzato, ed alcuni gradini in ferro che facilitano la discesa nel corso d’acqua, si può risalire camminando nel torrente assicurandosi ad una corda che funge da passamano. Dove l’acqua diventa più profonda, sono stati fissati dei ferri nella roccia che consentono, appoggiandosi agli stessi, di camminare sopra il livello dell’acqua e di superare dislivelli e cascate anche notevoli. A circa metà percorso ci si trova di fronte ad un fenomeno molto particolare; tre sorgenti d’acqua sgorgano una a destra, una a sinistra ed una proprio sul fondo dell’alveo, salendo quest’ultima a mò di fungo dal terreno.Il frastuono, elevato fino alle sorgenti, svanisce di colpo dopo le stesse, ed il silenzio quasi totale parrebbe far pensare di essere entrati in un’altra valle. Proseguendo ancora si giunge alla parte più suggestiva ed impegnativa del percorso; si tratta di una cascata di circa quattro metri che sfocia in una gola a forma di esse (goi) altrettanto profonda.

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Il superamento di questo tratto risulta impegnativo ed è dovuto anche alla pendenza particolare della parete che rientra nella parte bassa e sporge in quella più alta. L’ultimo tratto non presenta particolari caratteristiche salvo essere più luminoso grazie alla luce che entra dalla valle di Alone ed avere l’unico pezzo di roccia sopratesta che fa da voltino per circa quattro-cinque metri, collegando le due pareti in quell’unico punto su tutto il percorso.
Usciti dalla stretta si può proseguire il percorso sia verso il Rifugio “Paradiso” sia verso i piani di Alone oppure risalire verso il sentiero “Dei Sapei”.
Il tempo di percorrenza del tratto sopra descritto è di circa venti minuti, consigliato a persone esperte di sentieri di montagna e da percorrere almeno in due.