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Lasciare indicazioni precise, quando ci si sposta in montagna, è uno degli accorgimenti più efficaci.
Gli interventi degli ultimi giorni mostrano quanto sia indispensabile saper dare le informazioni. Non tutti si rendono conto di quale ingente dispiegamento di risorse ci sia dietro a un’operazione di ricerca, che magari poteva essere evitata attraverso un’appropriata comunicazione. Prima della partenza, familiari, amici o conoscenti dovrebbero sapere il possibile itinerario che si ha intenzione d’intraprendere, fino alla destinazione.
E’ prudente rimanere lungo i sentieri tracciati, perché sono più sicuri e anche perché sono la via più probabile che i soccorritori seguiranno durante le ricerche.
Se lungo il tragitto ci sono dei rifugi, basta entrare, per bere qualcosa o mangiare un piatto caldo, e fare due chiacchiere con il rifugista, lasciando un segno del proprio passaggio.
Una pratica che in caso di necessità può rivelarsi molto intelligente. Infatti, i gestori sono tra i primi contatti che i responsabili del CNSAS consultano nella fase iniziale dell’intervento. I rifugi montani svolgono un ruolo di primaria importanza all’interno del complesso sistema del Soccorso Alpino.
Forniscono riparo e ristoro, il necessario per l’automedicazione dei piccoli infortuni, dispongono di radio e telefono per comunicare con il fondovalle. Nella maggior parte dei casi, il rifugista è anche tecnico CNSAS o guida alpina: sa esattamente come comportarsi quando ci sono persone ferite e soprattutto conosce le procedure che permettono di rendere tempestivi gli spostamenti in caso di ricerca.
Ottimi conoscitori della zona, possono indicare i punti di riparo vicini, come i bivacchi, o dare consigli su come proseguire o meno, se il tempo non è favorevole.
Spesso le variazioni di percorso sono proprio dovute al cambiamento improvviso dei fattori meteorologici, oppure alla stanchezza. In questi casi, è essenziale trovare un modo per far sapere che cosa si ha intenzione di fare e in quali condizioni di salute ci si trova. Ogni anno i tecnici del Soccorso Alpino compiono migliaia di interventi e l’esperienza maturata ha consentito loro di identificare con precisione i principali fattori che mettono a rischio o rendono sicura un’escursione.
Per questo scopo, il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del CAI promuove il progetto permanente "Sicuri in montagna", con una serie di iniziative mirate rivolte al pubblico.
Sul sito www.sicurinmontagna.it trovate informazioni e documenti con le indicazioni di base per la prevenzione degli incidenti in quota.
Beppe107 (Tratto da www.vallesabbianews.it)
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